Collisioni ricorda Margherita Hack
29/06/2013
L’idea della scoperta scientifica come un’intuizione fulminante, un lampo di genio, è una visione romantica che ha pochi riscontri nella realtà. Concretamente, ogni scoperta è un’impresa collettiva, fatta di molti contributi che portano piccoli o grandi avanzamenti nella comprensione di un problema e rendono “fertile” il terreno che si sta coltivando […]

Prima di tutto sono convinta che nessuna fatica è inutile se lo scopo è importante. E poi ho vissuto la necessità di misurarmi con dati oscuri o confusi come una sfida, come l’invito a risolvere un mistero. Proprio la situazione in cui si trovano Sherlock Holmes o Hercule Poirot: un enigma che deve essere spiegato e pochi indizi da mettere insieme per cercare di costruire un quadro convincente di ciò che è successo. Bisogna allenare il cervello, venire a capo dell’enigma, non cedere alla pigrizia mentale. Mantenere vive la curiosità e l’immaginazione. E d’altronde occorre invece affrontare il lungo lavoro della raccolta dei lati, degli “indizi”, senza perdere la pazienza.

Questo mi sembra uno degli insegnamenti che riceviamo dalla scienza: l’umiltà della ricerca, da una parte, essere sempre coraggiosi e pronti a modificare la rotta e a condividere i nostri risultati con altri che li possono migliorare; e dall’altra l’orgoglio del proprio lavoro, e il coraggio di seguire le proprie intuizioni, di essere autonomi intellettualmente.

Da, Il perchè non lo so