ASPETTANDO INDIGENA

 

NASCE IL PROGETTO INDIGENA

ALLA SCOPERTA DEI VINI E DEI  VITIGNI AUTOCTONI DEL PIEMONTE

A CURA DI IAN D’AGATA

 

Due nuovi appuntamenti a Gennaio con il sostegno della Regione Piemonte, del Consorzio vini d’Asti e del Monferrato

e la collaborazione dello staff di Collisioni Festival

 

L’Italia è il paese con il più alto numero di vitigni autoctoni al mondo. Da solo, supera la varietà di denominazioni di Francia, Grecia e Spagna insieme, affermandosi anche in questo campo come patrimonio di biodiversità, un aspetto che da sempre rappresenta il fascino del nostro Paese.

Proprio dalla volontà di valorizzare e dare voce alla ricchezza dei vini e dei vitigni autoctoni italiani nel mondo è nato il Progetto Indigena, ideato dal direttore creativo del Progetto Vino di Collisioni Festival, Ian D’Agata, grazie al supporto dell’Assessorato all’Agricoltura del Piemonte e alla collaborazione dello staff del Festival Collisioni.

Ian D’Agata, scrittore di vino e Senior Editor & Head Developer Europe e Asia per Vinous di Antonio Galloni, ha dedicato allo studio degli autoctoni gran parte della sua carriera con la pubblicazione del volume Native Wine Grapes of Italy, un lavoro mai affrontato prima che è stato premiato con il più alto riconoscimento nel settore: il Louis Roederer Book of the Year nel 2015.

Il progetto si propone di promuovere gli autoctoni della Regione portando esperti internazionali, sommeliers, importatori e giornalisti da tutto il mondo alla scoperta dei territori e dei vitigni piemontesi con una serie di conferenze, tavole rotonde con i produttori, tour didattici, ma anche grazie a momenti di riflessione e di progettazione, con l’obiettivo di identificare e produrre materiale divulgativo off e on-line per rendere comunicativo e accessibile, al pubblico così come ai professionisti da tutto il mondo, il grande tesoro degli autoctoni piemontesi.  Una risorsa che nel momento  storico attuale dei mercati internazionali sta vivendo un trend positivo di particolare interesse e curiosità, data la crescente richiesta di nuove proposte e denominazioni da parte del consumatore internazionale, specialmente del wine lover giovane 30/40enne più curioso e a caccia di nuove scoperte. Come ha affermato infatti, durante la conferenza di inaugurazione del Progetto Indigena, il caporedattore di Figaro Vin Bernard Burtschy, “è importante svincolarsi dall’idea che ad interessarsi e ad acquistare il vino sia un mercato tendenzialmente consolidato e tradizionalista”, al contrario, i nuovi acquirenti sono interessati soprattutto a “vitigni e produttori meno conosciuti, con un’attenzione all’impatto ambientale, alla salute e a ciò che è unico e autoctono di uno specifico territorio”. Scopo degli incontri sarà proprio quello di capire meglio la domanda del consumatore internazionale, ascoltando le esperienze di importatori che trattano questi vini sui loro mercati, dei ristoratori di riferimento che incontrano il consumatore finale e ne conoscono le abitudini, dei giornalisti stranieri che ne scrivono  e che possono testimoniare l’interesse dell’audience dei loro Paesi su questi vini, che rappresentano una grande ricchezza per l’Italia, che è importante imparare a valorizzare. “L'autoctono – sottolinea l’altra relatrice della conferenza Laura DePasquale, Master Sommelier e vice-presidente del più importante importatore negli USA - è qualcosa di vostro e soltanto vostro, legato indissolubilmente a questo territorio”. Un aspetto, un requisito, che nel mercato internazionale risulta sempre più rilevante, come riconosce il grande importatore britannico e firma di Decanter Steven Spurrier, intervistato dallo staff di Collisioni: “la gente cerca qualcosa di particolare, i vini devono essere buoni, devono essere rappresentativi del luogo di provenienza e devono avere carattere. Il vino è un prodotto dell’agricoltura, fatto da persone e ci deve essere un certo legame emotivo, in tutto ciò.”

L’iniziativa ha visto una serie di tappe sperimentali, che hanno permesso di sviluppare il programma e di individuarne gli aspetti più rilevanti. A Settembre due produttori americani di Barbera sono stati invitati a confrontarsi con i colleghi italiani sulle tecniche di produzione e sul mercato di questo vino nel nuovo continente. L’iniziativa è stata poi inaugurata ufficialmente lo scorso Dicembre in Monferrato (territorio del Piemonte con il maggior numero di autoctoni)  presso il Castello di  Costigliole d’Asti, sede del Consorzio Vini D’Asti e del Monferrato,   alla presenza dell’Assessore all’Agricoltura Giorgio Ferrero, con una conferenza moderata da Ian D’Agata e con relatori la Master Sommelier di Miami Laura DePasquale, il giornalista francese Bernard Burtschy e la sommelier Shelley Lindgren da San Francisco. Al convegno scientifico è seguito un momento di dialogo diretto tra ospiti e aziende: una tavola rotonda in cui una decina di produttori aderenti al Consorzio d’Asti e Vini del Monferrato hanno potuto proporre agli esperti stranieri le diverse denominazioni autoctone tipiche della regione.

Il Progetto ha toccato anche la regione dei grandi vini dell’Alto Piemonte in collaborazione con il Consorzio di tutela,  che ha visto personalità di spicco quali Barbara Philip, Master of Wine e responsabile Europa per il monopolio di Stato della British Columbia, Canada, la collega e concittadina Michaela Morris e le giornaliste Laurel Mowery, da New York e Luzia Schrampf da Vienna. Gli ospiti hanno potuto visitare le vigne della regione, e alcune cantine, per poi ritrovarsi a Gattinata per una tavola rotonda in cui i produttori del Consorzio, gli importatori e i giornalisti si sono confrontati sul tema dell’esportazione dei grandi nebbioli della regione, a cui è seguito un round tasting che ha offerto un’importante ventaglio delle grandi proposte del Consorzio. 

Un format caratteristico del progetto, una serie di conferenze scientifiche, ma anche di momenti di degustazione e confronto diretto con i produttori e contatto con il territorio, destinato a ripetersi nei prossimi appuntamenti. Il progetto Indigena sarà infatti il 24 Gennaio al Castello di Casale Monferrato con alcune figure di spicco dei mercati del vino oltreoceano: la Master Sommelier Laura DePasquale dagli USA, vice-presidente di Artisanal Fine Wines, divisione di Southern Wine&Spirits, il più grande importatore e distributore degli USA, Michaela Morris giornalista e giudice di vino, che collabora con l’ufficio acquisti del Monopolio di Stato BC in Canada e Lingzi He corrispondente per l’Europa della popolare rivista cinese Modernweekly e consulente per la catena di hotel di lusso Shangri La – Oriente, quest’ultime entrambe iscritte al programma Master of Wine. Sarà l’occasione di trattare la denominazione autoctona Grignolino e il suo territorio, per degustare i vini e conoscere i produttori, grazie alla collaborazione del Consorzio Colline del Monferrato Casalese.

Il 1° Febbraio sarà la volta del Consorzio del Roero, che ospiterà presso l’Enoteca Regionale del Roero insieme a Ian D’Agata e a due dei più grandi decani internazionali del giornalismo di vino: la firma storica di Decanter,  Steven Spurrier e il caporeddatore di Figaro Vin Bernard Burtschy, per raccontare il territorio roerino e i suoi autoctoni bianchi e rossi con un’introduzione al territorio a cura del giornalista gastronomico Vittorio Manganelli.

Il progetto continua dunque con il suo programma, una serie di incontri che non si pongono come i classici eventi una tantum, ma al contrario come un interesse capillare e continuativo sul territorio, per instaurare una consuetudine e un rapporto diretto tra esperti internazionali, consorzi e produttori, creando le basi per una rete articolata di dialogo e di promozione. Una programmazione in continua evoluzione, in vista di nuovi appuntamenti e di Indigena, in cui gli ospiti avranno l’occasione di scoprire tutta la ricchezza delle diverse denominazioni autoctone del Piemonte, ognuna con la sua specificità e il suo carattere originale, evidenziato e valorizzato nei singoli incontri durante l’anno.






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